Asbestos in the dock

the Eternit trial report, Torino (Italy)

FIELD REPORT - day #3 Oppositions to the plaintiff and prosecutor's reaction

February 8th, 2010. The hearing was dedicated to several oppositions by the defendant's lawyers against the plaintiff. They tried to invalidate the indictment and excepted the participation of many organizations and individuals into the plaintiff. The prosecutor firmly conteracted, asserting the legitimacy of their presence. And he did so convincingly...

Lawyer Astolfo Di Amato (Schmidheiny) lamented the accumulation of the plaintiff's members. An adequate check of each one of the 6000 individuals constituting theplaintiff's dossier would be impossible for the defence (1). So far, claimed Di Amato, his staff has only managed to evaluate 2500 papers. Do all those people have the right to take part in the trial?

The plaintiff, according to Di Amato, would be a hindrance to the trial, putting psychological pressure on the judge.

In addiction, reminded his son Alessio Di Amato, hundreds of victim's relatives agreeded upon the compensation offered by Becon, a firm linked to Schmidheiny (read more about it) and don't have the rights then to enroll at the plaintiff. Had they yet resigned from the list of the victims?

The same remark was expressed by the lawyer Cesare Zaccone, representing the Belgian defendant. He also claimed the non involvement of the baron: his client was involved in the management of the italian Eternit distantly and only for a short period, from January 1971 to December 1972, even if he was formally incumbent until January 1975. That means that all the victims belonging to the following period have to be considered, in his opinion, out of his liability.

The same issue would be valid for all the organizations eventually set up after 1972, eg. the Eternit of Rubiera, close to Modena: in this case, Zaccone asked for the withdrawal of all the victims from Rubiera and opposed to the participation of the Emilia Romagna Regional institution.

Finally, all the defendant's lawyers agreed to the fact that many institutions, unions and associations are not qualified to remain in the plaintiff and asked for their exclusion. Above all, they addressed their request against the INPS (the National Social Security Institute) with its compensation notice of 2 billion euro, and to INAIL (the national insurance for the industrial accidents), requesting 246 billion for 1.648 cases of victims among the Eternit workers. During the preliminary hearings (April - July 2009), the judge already accepted INPS and INAIL.
The last part of the 3rd session was assigned to the cross-examination of the oppositions. Many lawyers from the plaintiff pronounced a 2 minute speech (the sheriff Casalbore is very strict with the discipline): among them Davide Petrini ("the plaintiff is huge because the tragedy is immense") and Raffaele Guariniello. The public prosecutor defended the right of INPS to join the plaintiff and to ask for a compensation. His steady words and his authority remind us that it is just a matter of time.
Now is the time for waiting.

(1) Di Amato is probably adding to the count all the victim's relatives that joined the plaintiff so far. In fact, if we consider an average of 2,6 people each victim, the sum would be 2,300 victims enrolled in the trial.

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Tags: PUBLIC HEARING, field report, trial

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Comment by Asbestos Victims Families Casale on February 13, 2010 at 2:10
A Casale si muore ancora, ma i boss fanno ostruzione
di Ilaria Leccardi

“Noi stiamo ancora morendo mentre l’amianto si sta diffondendo". Recitava così lo striscione portato in tribunale da un gruppo di giovani casalesi, giunti a Torino per la terza udienza del maxi processo Eternit. Parole che richiamano l’attenzione su una strage ancora in atto che mette paura alla gente di Casale Monferrato, la città più colpita dai veleni della multinazionale dell’amianto. E mentre i ragazzi, assieme a una cinquantina di persone, si sono posizionati in aula 2 per assistere allo svolgersi delle operazioni processuali attraverso due maxischermi, in aula 1 il processo andava avanti. Udienza tecnica, ancora una volta, dove protagonisti sono stati i difensori de gli imputati, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis De Cartier de Marchienne, e quelli delle società a loro collegate, intervenuti per contestare le costituzioni di parte civile.

"Ci troviamo di fronte a 6.000 persone e 50 enti che chiedono il risarcimento. Troppi", ha spiegato Astolfo Di Amato, uno degli avvocati di Schmidheiny, che ha sollevato una questione di legittimità costituzionale delle norme del codice di procedura penale che permettono la costituzione di parte civile ma che, secondo la difesa, ostacolerebbero la velocità e la semplicità del processo. Nulla di più falso, secondo i legali di parte civile: "Non sempre la ragionevolezza della durata del processo corrisponde alla massima speditezza – ha ribattuto l’avvocato Davide Petrini – la durata è ragionevole nel momento in cui bilancia la speditezza e le esigenze delle parti". Una questione già emersa e respinta in udienza preliminare, ma che se dovesse essere accolta potrebbe comportare un’importante modifica della procedura penale.

Più nel merito del processo, ma non di minor peso, la questione sollevata dal difensore del barone De Cartier, Cesare Zaccone, sull’ammissione o meno come parte civile di Inps e Inail, sostenendo l’impossibilità di quest’ultima di esercitare in questa sede il “diritto di regresso”, ossia chiedere agli imputati di risarcire ciò che l’Inail ha dovuto sborsare (una cifra superiore a € 246 milioni per 1.648 persone).

Tesi respinta dal pm Raffaele Guariniello che ha richiamato in aula l’articolo 61 del decreto legislativo 81 del 2008, più conosciuto come Testo Unico sulla Sicurezza, secondo cui in un caso come quello della Eternit il pm deve dare notizia all’Inail "ai fini dell’eventuale costituzione di parte civile e dell’azione di regresso". Quello dell’Inail, spiega Guariniello, è un diritto che già esisteva prima di questo decreto, ma che attraverso esso viene agevolato: uno strumento in più di prevenzione e per far sapere alle aziende che, in caso di mancata osservanza delle norme, il rischio è anche quello di dover risarcire l’Inail.

Tante e articolate le altre richieste di non ammissione a parte civile: se i difensori di De Cartier chiedono di escludere i lavoratori assunti in Eternit dopo l’addio del barone belga all’azienda, quelli di Schmidheiny hanno chiesto invece di escludere chi ha smesso di lavorare negli stabilimenti della multinazionale dell’amianto prima che lo svizzero ne diventasse proprietario, nel 1972. E poi i sindacati e le loro emanazioni locali, sedici, troppi secondo l’accusa, e tante associazioni. Tra queste anche Medicina Democratica, movimento nato alla fine degli anni Sessanta e da sempre attivo in tema di malattie professionali. "Oltre che nel processo Eternit ci siamo costituiti parte civile in altri procedimenti legati all’amianto – spiegano i rappresentanti, presenza costante alle udienze torinesi – come quello contro la Montefibre, celebrato a Verbania, e quello contro la Marina Militare, in corso a Padova. In Piemonte parteciperemo anche al processo contro la Solvay Solexis per il cromo esavalente ritrovato a Spinetta Marengo, alle porte di Alessandria". La richiesta di esclusione nei confronti dell’associazione si basa sul fatto che Medicina Democratica non era ancora attiva nel momento in cui il reato contestato veniva commesso, almeno da parte di De Cartier, ma, rispondono i rappresentanti, dipende da come viene inteso il reato: l’azione degli imputati (l’omissione del controllo sulle norme) non si è conclusa in un tempo passato definito, ma rappresenterebbe al contrario un reato permanente.
O almeno, questa è la tesi sostenuta anche dai pm.

E forse era proprio ciò che volevano esprimere quei ragazzi di Casale con le parole scritte sullo striscione che hanno portato fino a Torino. Perché la gente a Casale Monferrato continua a morire.

E mentre il presidente della Corte, il giudice Giuseppe Casalbore, rimanda la prossima udienza a lunedì 15 febbraio, con le risposte dei difensori di parte civile, arriva la notizia di un nuovo importante appuntamento: il 16 marzo a Torino si terrà una conferenza sulle vittime mondiali dell’amianto, con la partecipazione di testimoni provenienti da tantissimi Paesi, dal Nicaragua, al Giappone, passando per il Brasile.

Ilaria Leccardi
da Terra Comune (www.terracomune.com)

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A French résumé of our field report from the courtroom is weekly published on the Andeva website

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The film Dust, the great asbestos trial is a feature documentary on the trial and the state of the art of asbestos ban in the world. Read more about it or watch it in steraming online on RSI, switzerland tv (italian version only).

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